C’è un oceano
dentro ogni silenzio.
Un fondo senza luce
dove abitano
le cose che non so dire.
E poi le onde.
Nascono lontano,
si rincorrono nel buio,
si alzano lentamente
portando con sé
frammenti di profondità.
Non hanno memoria
della loro origine.
Sanno soltanto
che devono andare.
Più si avvicinano,
più diventano alte,
e ciò che dorme nel fondo
sale con loro
verso la luce.
Finché trovano una riva
che le riconosce.
E lì
si infrangono tutte,
una dopo l’altra,
come se da sempre
avessero saputo
dove arrivare.