Interpretazione romantica di lettera di presentazione personale.
Le Alpi del Mare
Il nome accompagna questo luogo incantevole, dove le Fonti sgorgano acque limpide di una purezza Antica.
Qui trovi ancora Aria pulita: si Respira.
Ai piedi delle Alpi si distendono Colline vestite di migliaia di sfumature di verde, d’ombra bruciata, di gialli fioriti e di blu oltremare, che si rispecchiano in un cielo stellato di tutto rispetto.
A volte si sente l’odore della salsedine nel vento, un richiamo intimo dell’acqua salata.
Sì, poco distante c’è anche il Mare.
Da questo incontro nasce il nome: dalle Alpi e dal Mare.
È qui che ho scelto di vivere qualche decennio fa.
Volevo sentirmi protetta da tanta abbondanza.
Arrivai qui senza un obiettivo sociale preciso.
Desideravo partecipare, con le mie mani, a preservare questa ricchezza, contribuire.
Spesso si odiano i “contributi”.
Per me, il contributo è uno stile di vita.
Poi, una sera, tra queste Colline, verso il tramonto, là dove il femminile e il maschile convivono, incontrai una Poetessa.
O forse un Poeta.
Un “Ibrido”, direi. I suoi occhi Ghiacciati non mi permisero di mettere a fuoco il suo Genere.
Parlava in Rima, ma allo stesso tempo reagiva ai suoni del luogo: campane, poiane e farfalle.
Sussurrava tra sé e sé e se ne compiaceva un poco.
D’un tratto mi tese la mano con Gentilezza e mi disse: «Ora parlami un po’ di te, delle tue Storie».
Mi diede anche un suggerimento inatteso, bisbigliandomi all’orecchio: «Parlami dei semi che Coltivi».
Come facesse a conoscere questa mia passione, questa mia inclinazione alla semina, non l’ho mai scoperto.
Eccomi dunque a rispondere alla sua domanda in modo semplice, forse un po’ Romantico, quanto lei.
Le dissi: «Amo tutti i colori della vita.
Mi pongo domande semplici e complesse, con risposte a volte ingenue, a volte balorde.
Semino, osservo il germoglio, Onnipotente e fragile.
Cerco di accudirlo al meglio e, come una Guardia giurata, lo proteggo con la vita.
Poi, un giorno, con una generosità spontanea, permetterà a tutti gli Esseri di raccogliere i suoi frutti.
Non so con esattezza quale sia la mia missione terrestre.
Intuisco soltanto che un giorno, o meglio una Notte di Luna, capirò. Capirò senza più bisogno di ricerca, senza più domande.
Questa piccola certezza mi dona coraggio e stabilità nel quotidiano, da contadina un po’ smarrita, forse un tantino anarchica.
A me piace la parola Libera.
«Cara poetessa, hai voglia di un caffè?»
Vero HDA